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Le priorità non mentono


C'è una riflessione che negli anni mi sono trovato a fare molte volte osservando persone, progetti e risultati.

Immaginate un dipendente che dica al proprio responsabile:

"Quel giorno avrei un turno importante... ma ho deciso di andare al mare."

Oppure:

"So che c'è una riunione fondamentale, ma quel weekend ho organizzato una cena con gli amici."

O ancora:

"Quel progetto aspetterà. Ne riparliamo dopo l'estate."

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Nella maggior parte delle professioni, una situazione del genere sarebbe impensabile.

Per un motivo molto semplice.

Prima si programmano gli impegni di lavoro.

Poi, negli spazi che rimangono, si organizzano vacanze, weekend e tempo libero.

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Nel mondo delle attività indipendenti, invece, accade spesso il contrario.

Si organizza un incontro di formazione.

Un evento importante.

Una presentazione.

Un momento di crescita.

Un impegno di lavoro.

Ma in quelle giornate spesso sono stati già organizzati impegni personali che a questo punto diventano prioritari : il mare, il lago, una cena, un fine settimana fuori, impegni sportivi o altro.

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È bene chiarire un punto.

Non c'è nulla di sbagliato nel prendersi del tempo per sé, per la famiglia o per gli amici.

Anzi.

La maggior parte delle persone costruisce un'attività proprio per conquistare più libertà e vivere meglio.

Il problema nasce quando quella libertà viene cercata prima di aver costruito ciò che può renderla possibile.

Perché ogni volta che il progetto entra in conflitto con qualcos'altro, e il progetto è sempre la prima cosa a essere sacrificata, stiamo inviando un messaggio molto chiaro.

Non agli altri.

A noi stessi.

Stiamo dicendo che quel progetto, in fondo, non è davvero una priorità.

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Ed è qui che nasce una delle più grandi illusioni.

Molti desiderano risultati straordinari.

Più tempo.

Più serenità economica.

Più libertà di scelta.

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Ma continuano a trattare il progetto che potrebbe portarli in quella direzione come qualcosa da fare solo se non interferisce con il resto della vita.

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La realtà, però, segue un'altra logica.

I risultati non dipendono da quanto diciamo di desiderarli.

Dipendono dalle priorità che dimostriamo ogni giorno con le nostre scelte.

Le intenzioni sono importanti.

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Ma è l'agenda a raccontare la verità.

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Chi costruisce qualcosa di significativo non rinuncia alla propria vita.

Semplicemente, per un periodo, decide che alcuni appuntamenti non sono facoltativi.

Li considera un investimento.

Perché comprende che la libertà di domani nasce spesso da qualche rinuncia temporanea fatta oggi.

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Forse, allora, la domanda giusta non è:

"Quanto desidero raggiungere questo obiettivo?"

La domanda è un'altra.

"Se qualcuno osservasse la mia agenda delle ultime settimane, direbbe che questo obiettivo è davvero una delle mie priorità?"

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La risposta a questa domanda, molto spesso, spiega già i risultati che stiamo ottenendo.

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Se questo articolo ti ha fatto riflettere, prova a porti una domanda molto concreta.

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Quali sono le tre priorità che occupano realmente il tuo tempo ogni settimana?

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Perché i risultati che costruiremo domani dipendono molto più dalle priorità che scegliamo oggi che dalle intenzioni che dichiariamo.



 
 
 

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