IL LAVORO CAMBIA. E IL GUADAGNO?
Un appuntamento in più. Un cliente in più.
Un’altra giornata dedicata interamente al lavoro.
Ma quanto spazio rimane per vivere?
Quando i costi aumentano e le entrate fanno più fatica a coprire le spese, la risposta più immediata è spesso questa: lavorare di più.
Succede al professionista che aggiunge appuntamenti, all’imprenditore che cerca di compensare i costi, al dipendente che valuta una seconda attività.
E può iniziare una rincorsa: dedichiamo più tempo al lavoro per mantenere lo stesso equilibrio economico.
Intanto rimandiamo una passeggiata, una serata insieme, un progetto personale.
Fino a quando ci accorgiamo che stiamo cercando di sostenere la nostra vita, ma abbiamo sempre meno tempo per viverla.
È una riflessione che sento molto vicina alla filosofia del mio libro «La vita al centro».
Se il nostro reddito dipende interamente dalla nostra presenza, prima o poi incontriamo un limite: le ore della giornata.
Per questo credo sia utile conoscere anche modi diversi di costruire un’attività, nei quali il valore possa crescere attraverso competenze, relazioni e collaborazione.
È ciò che cerco di sviluppare promuovendo progetti sostenibili: persone che si formano, aiutano altre persone a scegliere in modo più consapevole e costruiscono insieme un’attività economica legata a bisogni reali.
In questi progetti il compenso può essere collegato anche ai risultati della squadra, secondo regole precise, oltre che al proprio contributo individuale.
Questo richiede lavoro, continuità e responsabilità.
La grande opportunità è costruire, anche accanto alla propria attività, un progetto che possa crescere grazie alla collaborazione e ai risultati condivisi, permettendoci di superare gradualmente il vincolo di scambiare ogni ora del nostro tempo con un guadagno.
Per me la sostenibilità riguarda anche questo: il rapporto tra ciò che guadagniamo, l’impegno che dedichiamo e la qualità della vita che riusciamo a costruire.
Migliorare le entrate dovrebbe lasciarci anche il tempo per goderne.
Ti capita di pensare:
«Vorrei guadagnare di più, ma non ho altre ore da dedicare al lavoro»?
Il valore di ciò che costruiamo non dovrebbe misurarsi anche nel tempo che possiamo dedicare a chi amiamo, alla nostra salute e a ciò che rende la vita degna di essere vissuta?






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