No alla plastica in Natura: un progetto per le scuole in Sardegna

Aggiornato il: mag 11

Con un evento di clean-up sulla bella spiaggia di Cala Portese, nell’isola di Caprera (Parco Nazionale de La Maddalena) si è concluso nel dicembre 2019 un percorso educativo-didattico di formazione ambientale e sensibilizzazione che ha avuto come protagoniste le materie plastiche.


Il progetto ci ha consentito di portare nelle scuole questo attualissimo tema, insieme a molte altre problematiche strettamente connesse alle plastiche che spesso vengono dimenticate.


Qualche esempio?


  • Le interferenze endocrine;

  • Gli aggrovigliamenti (entanglement) causati dall’ingestione della plastica da parte degli animali;

  • La temuta biomagnificazione (processo di bioaccumulo progressivo di sostanze tossiche e nocive negli esseri viventi).


Trattare questo argomento insieme a ragazze e ragazzi è estremamente importante, perché la plastica è emblematica ed esemplare dello stile di vita oggi non più sostenibile, fatto di “usa e getta” e altri processi lineari che producono rifiuti non biodegradabili.


Storicamente, la plastica ha rivoluzionato il mondo moderno, “facilitandoci” nel quotidiano.

A che prezzo, però?


Le materie plastiche sono, ahinoi, sostanze artificiali, petrolchimiche e durature, caratteristica che ne ha favorito l'uso ma che le rende permanenti nell'ambiente: quando vengono immesse in Natura, provocano grossi danni addirittura a livello della catena alimentare.

Secondo un rapporto pubblicato nel 2019 dall’American Chemistry Council, è previsto che la produzione di plastica aumenterà a livelli spaventosi. Se nel 2018 sono usciti dalle fabbriche 308 milioni di tonnellate di plastica, nel 2050 arriveremo a 756 milioni di tonnellate.

Inoltre, molto probabilmente nei prossimi 10 anni avremo 22 milioni di tonnellate/annui di rifiuti plastici che finiscono negli oceani. la plastica pone centinaia di specie marine a rischio di estinzione!


Focus sul progetto


Lezioni e laboratori in classe, campionamenti in spiaggia; osservazione, quantificazione e analisi delle plastiche trovate e dibattiti, hanno permesso ai 90 alunni che hanno partecipato di “toccare con mano” il tema della plastica, con un occhio di riguardo verso l’ecosistema marino mediterraneo.


Diversi sono stati gli esempi portati in classe, ma il più toccante (e scioccante) è sicuramente stato il caso del Capodoglio di cala Romantica: una femmina di 8 metri, trovata spiaggiata a fine marzo 2018. All’interno del suo stomaco, 22 kg di rifiuti in plastica: sacchetti, piatti usa e getta, lenze da pesca, tubi corrugati.


Cosa possiamo fare?


Purtroppo non esiste un’unica soluzione. Lo scopo di questo progetto era proprio far arrivare questo messaggio:


Tutto quello che produciamo direttamente da una materia prima dovrà essere smaltito o riutilizzato...

E meglio impareremo a riutilizzare ciò che abbiamo (entrando finalmente in quell’ atteggiamento virtuoso di economia circolare), prima riusciremo a migliorare la condizione critica dei nostri ecosistemi.


Questo progetto è ormai concluso ma, si spera, sia stato un primo passo verso una nuova consapevolezza dell’ambiente che ci circonda e di come tutelarlo al meglio.

















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